IL PROPRIO RITRATTO
Quest’è l’aspetto van che spirto prese
d’argilla nel suo corso tormentato
per discontare quando in Ciel contese
dell’Ente il trono, d’angelo beato
[Endacasillabi risalenti agli anni ’50 e fatti incidere sulla tomba di Loggia nel cimitero di Valguarnera. Il poeta sostiene di essere la reincarnazione di Lucifero.]
A MIA FIGLIA
Com’àura travolta innanzi ai nembi
nei gorghi immersa sei dell’infinito,
rio fato ti mutò a quest’atri grembi,
leggiadro fiore di mie membra uscito.
Dio gioie mi rapisti ultimi lembi,
né più ridarmi sa mondano sito,
né speme ho d’al di là, son fatti sghembi,
e la Concion del Verbo è solo un mito.
Com’iride fuggente balenasti,
da questa bassa sfera di tormento,
squarciandomi orizzonti più nefasti.